OBIETTIVI

  • Innovare le forme di accompagnamento alle scuole
  • Propagare l’innovazione all’interno di ogni scuola
  • Dare una dimensione territoriale al Piano Nazionale Scuola Digitale
  • Abilitare e rafforzare strumenti per la collaborazione intelligente di partner esterni alla scuola sulle azioni del Piano
  • Trasformare il monitoraggio della scuola digitale, da amministrativo a strategico, dando una dimensione permanente al Piano
  • Monitorare, a livello quantitativo e qualitativo, l’intero Piano e la sua attuazione
  • Rafforzare il rapporto tra il Piano e la dimensione scientifica del rapporto tra scuola e digitale

AZIONI

  • Azione #28 – Un animatore digitale in ogni scuola
  • Azione #29 – Accordi territoriali
  • Azione #30 – Stakeholders’ Club per la scuola digitale
  • Azione #31 – Un galleria per la raccolta di pratiche
  • Azione #32 – Dare alle reti innovative un ascolto permanente
  • Azione #33 – Osservatorio per la Scuola Digitale
  • Azione #34 – Un comitato Scientifico che allinei il Piano alle pratiche internazionali
  • Azione #35 – Il monitoraggio dell’intero Piano
  • Sinergie – Piano Triennale per l’Offerta Formativa

Portare la scuola nell’era digitale non è solo una sfida tecnologica. È una sfida organizzativa, culturale, pedagogica, sociale e generazionale. Le scuole devono essere sostenute in un numero di passaggi sempre crescente, che vanno dall’acquisto di dotazioni tecnologiche alla loro configurazione, dalla predisposizione di spazi più accoglienti e aperti all’innovazione fino alla creazione di politiche organizzative in grado di recepire le esigenze di innovazione del curricolo, dell’orario scolastico e del territorio.

Le scuole, e quindi i dirigenti scolastici, i direttori amministrativi, i docenti e le stesse famiglie, non possono essere lasciate sole nell’attuazione di questo Piano. Le sfide che esso offre – quelle dell’innovazione didattica e organizzativa e, più in generale, dell’innovazione sistemica – sono troppo profonde per essere risolte dai soli strumenti convenzionali, quali bandi e materiali informativi.

Allo stesso tempo, è fondamentale chiarire che questo Piano disegna una politica complessiva (non una sommatoria di azioni) e che il lavoro che serve è anzitutto culturale: occorre elevare la propensione di tutti gli attori coinvolti verso la crescita professionale, il cambiamento organizzativo e quello culturale.

Per tutte le ragioni argomentate nei capitoli precedenti, il Piano Nazionale Scuola Digitale richiede una strategia di accompagnamento chiara e altrettanto ambiziosa, su diversi livelli.

  • In ogni scuola. Saranno gli “animatori digitali” di ogni scuola, insieme ai dirigenti scolastici e ai direttori amministrativi (si veda anche il capitolo Formazione), adeguatamente formati su tutti i suoi contenuti, ad animare ed attivare le politiche innovative contenute nel Piano e a coinvolgere tutto il personale, oltre che gli studenti e le loro famiglie.
  • A livello di rete. Il MIUR non si occuperà solo di mappare e conoscere le reti di scuole maggiormente attive e impegnate a realizzare ogni giorno la “scuola digitale”, ma offrirà modalità di ascolto periodico al fine di costruire insieme le prossime versioni del Piano.
  • In ogni territorio. È in corso di sviluppo una politica di accordi territoriali che, facendo leva sui contenuti del Piano valorizzi le specificità e qualità dei territori, e non costruisca solo occasioni di collaborazione e politiche di co-investimento.
  • Con il mondo esterno alla scuola. Sarà sviluppata una strategia di accordi e agevolazioni con partner terzi alla scuola e all’amministrazione, a partire dalle singole azioni del Piani, con lo scopo di qualificare l’impatto generato, per stimolare la creazione di un vero “Stakeholders’ Club” per la scuola digitale.
  • Da parte del MIUR. Non si tratta solo di scrivere buoni bandi e materiali informativi chiari per le scuole, ma di porre al centro di una politica di informazione e accompagnamento gli esempi e le pratiche, utilizzando quindi ciò che già avviene a scuola.
  • Come politica di monitoraggio. Servirà un nuovo Osservatorio per la scuola digitale, che superi una dimensione meramente tecnologica e amministrativa, per misurare ciò che è maggiormente sfidante: come avviene l’innovazione sistemica nella scuola, in tutte le sue dimensioni. Sarà inoltre organizzato un monitoraggio quantitativo e qualitativo di tutto il Piano, per cogliere le ricadute e le traiettorie della sua attuazione.
  • In relazione con la comunità scientifica internazionale. Sarà costituito un comitato scientifico, che, a partire dai dati dell’osservatorio e dal monitoraggio condotto, analizzi l’andamento delle azioni e delle politiche sostenute dal Piano e ne suggerisca miglioramenti.
  • Infine, molte delle azioni stesse del Piano sono pensate per essere esse stesse politiche di accompagnamento, o per contenere una parte di accompagnamento, come nel caso del progetto “Programma il Futuro“ per l’introduzione del pensiero computazionale nella scuola primaria.

Di seguito, le azioni di accompagnamento che saranno messe in campo.

 

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