Risorse – non previste per la tipologia di intervento (si vedano invece l’azione Format innovativi e scenari per lo sviluppo di competenze digitali applicate e il capitolo “Formazione”)

Strumenti – tavolo tecnico; linee guida per indicazioni nazionali

Tempi di prima attuazione – Novembre 2015 per la convocazione del tavolo tecnico

Obiettivi misurabili – revisione delle indicazioni nazionali; effettiva ricezione delle linee guida, documentata dall’inserimento nei POF e nei programmi di percorsi didattici coerenti; mappatura e certificazione delle competenze

Parlare di competenze digitali impone un punto di partenza più ampio: significa prima di tutto parlare di competenze, e quindi di percorsi didattici e piani pedagogici.

Se l’obiettivo del nostro sistema educativo è sviluppare le competenze degli studenti, invece che semplicemente “trasmettere” programmi di studio, allora il ruolo della didattica per competenze, abilitata dalle competenze digitali, è fondamentale in quanto attiva processi cognitivi, promuove dinamiche relazionali e induce consapevolezza. Le competenze non si insegnano, si fanno acquisire, e il legame tra competenze e nuovi ambienti di apprendimento è indubbiamente forte.

Il paradigma su cui lavorare è la didattica per competenze, intesa come progettazione che mette al centro trasversalità, condivisione e co-creazione, e come azione didattica caratterizzata da esplorazione, esperienza, riflessione, autovalutazione, monitoraggio e valutazione, è il paradigma educativo su cui lavorare.

Il primo passo è quindi fare tesoro delle opportunità offerte delle tecnologie digitali per affrontare una didattica per problemi e per progetti. Molte delle competenze sono sviluppate durante lo svolgimento stesso del progetto.

In questo quadro, le tecnologie digitali intervengono a supporto di tutte le dimensioni delle competenze trasversali (cognitiva, operativa, relazionale, metacognitiva).

Ma si inseriscono anche verticalmente, in quanto parte dell’alfabetizzazione del nostro tempo e fondamentali competenze per una cittadinanza piena, attiva e informata, come anticipato dalla Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa e come ancor meglio sottolineato da framework come 21st Century Skills (Competenze per il 21mo secolo), promosso dal World Economic Forum.

L’interpretazione di quali competenze sono utili e centrali al nostro tempo non può essere disconnessa dalla fase storica nella quale i nostri studenti crescono, ed è quindi in continua evoluzione.

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Fonte: World Economic Forum, New Vision for Education (2013)

Framework come 21st Century Skills rappresentano quindi un importante anello di congiunzione tra il quadro generale in cui l’educazione opera – didattica e competenze – e la necessità di tradurre il ruolo, sia verticale che trasversale, delle competenze digitali.

In questa visione, il digitale è sia Foundational Literacy (nuova alfabetizzazione di base), con una sua importante e crescente verticalità, e sia veicolo cruciale per lo sviluppo delle cosiddette Competencies e Qualities (Competenze e Attitudini).

La visione di competenze digitali riprende il paradigma dell’educazione ai media e con i media, attraverso le dimensioni anticipate.

  • Il digitale è infatti da una parte “nastro trasportatore”, media caratterizzato e non neutrale attraverso cui sviluppare e praticare competenze e attitudini, all’interno di e attraverso ogni disciplina;
  • è “alfabeto” del nostro tempo – al cui centro risiede il pensiero computazionale – una nuova sintassi, tra pensiero logico e creativo, che forma il linguaggio che parliamo con sempre più frequenza nel nostro tempo;
  • è, infine, ad un livello più alto, agente attivo dei grandi cambiamenti sociali, economici e comportamentali, di economia, diritto e architettura dell’informazione, e che si traduce in competenze di “cittadinanza digitale”essenziali per affrontare il nostro tempo.

Con particolare riferimento a quest’ultima dimensione, esistono esperienze molto interessanti di mappatura e ricostruzione delle competenze, come il framework Web Literacy curato da Mozilla Foundation e il lavoro effettuato da Media Smarts per il Governo Canadese (si veda figura di seguito).

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Fonte: Media Smarts, Mapping Digital Literacy Policy and practice in the Canadian Education Landscape (2015

Ad ulteriore sostegno per la costruzione di un modello concettuale, esistono framework come DIGCOMP (A framework for developing and understanding digital competence in Europe, 2013) che individua una lista di 21 competenze descritte per conoscenze, abilità e atteggiamenti, comprese in 5 aree: Informazione, Comunicazione, Creazione di contenuti, Sicurezza e Problem solving. Tali framework sono quindi utili per identificare le competenze specifiche richieste, e in stretto contatto con la Information Literacy.

Lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti richiede quindi – anche nel nostro Paese – una strategia dedicata, che, partendo da da una prima necessaria azione di indirizzo, attraverso l’identificazione di un framework chiaro e condiviso, aiuti le istituzioni scolastiche nella progettazione didattica. Dobbiamo chiarire quali contenuti sono e saranno centrali per i nostri studenti, rafforzandone lo stretto legame con i nuovi ambienti e paradigmi di apprendimento facilitati dalle ICT.

A partire dagli indirizzi di questo Piano, sarà istituito un tavolo tecnico per la redazione di un framework che servirà a dare un indirizzo chiaro sulla dimensione, sul ruolo e sul contorno delle competenze digitali che ogni studente dovrà sviluppare nel triennio 2016-2018, la relazione di tali competenze con le diverse dimensioni espresse in questa sezione, e i relativi obiettivi di apprendimento. Le proposte del tavolo potranno inoltre riguardare una revisione delle indicazioni nazionali.

È necessario rafforzare la definizione delle aree di sviluppo delle competenze digitali nelle indicazioni nazionali.

Per dare alcuni esempi, è fondamentale rafforzare l’introduzione della metodologia del Problem Posing and Solving nell’insegnamento della matematica, così come promuovere l’uso di ambienti di calcolo evoluto nell’insegnamento della matematica e delle discipline tecnico-scientifiche e introdurre elementi di robotica educativa nei curriculi della scuola secondaria di secondo grado.

Solo una parte della questione delle competenze è infine legata all’organizzazione degli ordinamenti. Tra la definizione dei curricoli e l’effettivo insegnamento, vi è infatti la necessità di rafforzare la formazione dei docenti (si veda il capitolo Formazione), e di offrire percorsi didattici innovativi e coinvolgenti. Questo secondo aspetto sarà approfondito nella sezione successiva.

Le competenze (digitali) nel nostro ordinamento

Attualmente nel profilo finale delle competenze (14 anni) delle Indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione “lo studente ha buone competenze digitali, usa con consapevolezza le tecnologie della comunicazione per ricercare ed analizzare dati e informazioni, per distinguere informazioni attendibili da quelle che necessitano di approfondimento, di controllo e di verifica e per interagire con soggetti diversi nel mondo”. Un orientamento molto centrato sul tema della consapevolezza, confermato anche dall’obbligo d’istruzione (16 anni) che pone come obiettivo nel modello di certificazione “un adeguato utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”. È riportato infine che la competenza digitale “arricchisce la possibilità di accesso ai saperi, consente la realizzazione di percorsi individuali di apprendimento, la comunicazione interattiva e la personale espressione creativa”.

 

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