• Risorse – 2 milioni di euro (a valere su fondi Ricerca) + 0,2 milioni di euro (fondi previsti dalla legge 107/2015 per il PNSD)
  • Strumenti – procedura pubblica multi-stadio
  • Tempi di prima attuazione – Dicembre 2015 – Dicembre 2016
  • Obiettivi misurabili – realizzazione e distribuzione della soluzione individuata; risparmi di costo per la scuola

I “Challenge Prizes” (noti anche come “inducement prizes”, o premi “incentivo”) offrono una ricompensa in denaro a chiunque riesca più efficacemente a rispondere ad una particolare sfida. L’obiettivo è stimolare l’innovazione e trovare soluzioni ancora non esistenti, che rispondano a problemi rilevanti per la società.

Lungamente utilizzati nel corso della storia, i “Challenge prizes” hanno indotto una serie sorprendente di evoluzioni: dall’introduzione della patata come alimento umano in Europa, risultato del Premio dell’Académie de Besançon per identificare nuovi alimenti sostitutivi (premiato nel 1773), alla navigazione marina, risultato del primo Longitudine Prize voluto dal governo britannico (premiato nel 1765). Questo genere di competizioni continuano ad essere utilizzati per risolvere sfide di grande entità, quali quelle relative ai viaggi spaziali (Ansari X-Prize, 2004, $10 Milioni) oppure per la salute (Longitude Prize, 2014, £10 milioni sulla resistenza agli antibiotici).

Un challenge prize si sviluppa secondo diverse fasi. Si definisce una sfida tecnologica o sociale, attraverso un processo di ricerca e dibattito, e si mette in palio un premio per la realizzazione di una soluzione innovativa (che in alcuni casi include anche una prima produzione e distribuzione). Il vincitore è tale se risponde a criteri e informazioni prestabiliti, con cui si indica precisamente cosa la soluzione deve essere in grado di provare. Il modo per raggiungere la soluzione, al contrario, non è indicato, lasciando ai concorrenti totale libertà di trovare la soluzione più promettente ed efficace.

La sfida di questo Piano è far tornare la scuola ad essere “laboratorio Paese”, sperimentando in via privilegiata la possibilità di beneficiare delle migliori soluzioni disponibili nella società.

La sfida che intendiamo risolvere attiene l’individuazione di una soluzione per tutti gli spazi della scuola, capaci di rispondere alle esigenze del metodo educativo innovativo, attraverso soluzioni resilienti, aperte, accessibili e a costi contenuti che permettano di offrire un’esperienza tecnologica a tutti gli studenti e docenti di una scuola.

In un quadro di risorse pubbliche definite, e del bisogno di avere spazi e dotazioni scolastiche al passo con i tempi, riteniamo fondamentale costruire sin da ora una visione economicamente sostenibile degli spazi scolastici, che sia allo stesso tempo in grado di catturare la necessità di innovazione continua.

 

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