OBIETTIVI

  • Incentivare il generale utilizzo di contenuti digitali di qualità, in tutte le loro forme, in attuazione del Decreto ministeriale sui Libri Digitali
  • Promuovere innovazione, diversità e condivisione di contenuti didattici e opere digitali
  • Bilanciare qualità e apertura nella produzione di contenuti didattici, nel rispetto degli interessi di scuole, autori e settore privato

AZIONI

  • Azione #22 – Standard minimi e interoperabilità degli ambienti on line per la didattica
  • Azione #23 – Promozione delle Risorse Educative Aperte (OER) e linee guida su autoproduzione dei contenuti didattici
  • Azione #24 – Biblioteche Scolastiche come ambienti di alfabetizzazione all’uso delle risorse informative digitali

La scuola ha abbracciato con (progressiva) convinzione l’evoluzione e la biodiversità dei materiali da utilizzare per l’apprendimento in classe e per lo studio individuale e domestico. Ciò detto, dai dati delle adozioni disponibili, è evidente che le scuole nel loro complesso facciano un uso ancora molto limitato delle risorse e dei contenuti proposti dall’ecosistema digitale. Circa il 35% delle scuole italiane dichiara di utilizzare materiali prevalentemente cartacei, oltre il 65% utilizza invece versioni digitali di contenuti editoriali, ma lo fa in larga parte solo in forma integrativa e molto parziale.

Focus: le risorse di apprendimento

Le risorse di apprendimento possono ricondursi ad un panorama molto vasto, possono avere caratteristiche anche molto diverse tra di loro, ed entrano a vario titolo nel processo formativo.

In primo luogo, le risorse per l’apprendimento possono riguardare argomenti specifici o coprire l’intera estensione curricolare (con una gradazione che va dalle risorse granulari e di approfondimento fino alla copertura completa delle indicazioni curricolari nazionali); si può poi fare riferimento alle modalità con cui sono state prodotte (collaborativa, interna o esterna alla scuola, a carattere editoriale) e alle forme di validazione a cui sono state sottoposte (documentata o non documentata, interna o esterna al relativo processo di produzione).

Rispetto alla loro presentazione, si può fare riferimento alla natura del supporto che le incorpora (fisico o digitale), alla natura dei contenuti (testuali, visivi, sonori), alla loro organizzazione (lineare, ipertestuale) e al grado di interattività offerta (nessuna, implicita o esplicita).

Rispetto alle caratteristiche relative alla loro circolazione e al loro uso, si devono tener presenti gli eventuali requisiti degli ambienti di fruizione (risorse “stand alone” o dipendenti da particolari ambienti, sia fisici – come laboratori – sia on-line), al regime di accesso e riutilizzo (apertura in senso tecnico e giuridico), alla loro efficace fruizione da parte di soggetti diversamente abili o con bisogni educativi speciali.

In questo quadro, il libro di testo, nella sua forma cartacea o digitale, rappresenta uno tra i più riconoscibili strumenti didattici: dotato di una propria organizzazione narrativa e argomentativa, generalmente offre un percorso didattico curricolare e conforme alle indicazioni nazionali, con una validazione editoriale, scientifica e pedagogica dei contenuti. La transizione al digitale ne allarga le potenzialità espressive e interattive, e nel contempo suggerisce di prevedere un maggiore uso di contenuti di apprendimento integrativi: contenuti generalmente di carattere “molecolare”, ossia relativi a singole unità formative o argomenti, capaci di dare ai testi “standardizzati” una declinazione e personalizzazione che risponda alle particolari esigenze dei protagonisti del dialogo formativo, dei contesti di apprendimento e del territorio.

Numerose indicazioni e interventi normativi sono stati forniti nel corso del tempo in riferimento all’evoluzione delle risorse di apprendimento. In particolare, oltre alle disposizioni tese a coprire la fornitura dei libri di testo per la scuola dell’obbligo e le indicazioni periodiche sui tetti massimi di spesa da considerare nella scelta dei testi adottati, il tema delle adozioni è stato, di recente, oggetto di revisione. L’adozione dei libri di testo è diventata “eventuale”, è stato auspicato un uso più ampio di contenuti aperti e reperibili online, e specifica considerazione è stata prestata alla possibilità delle scuole di autoprodurre dei contenuti da utilizzare in classe.

Con queste premesse, questo Piano intende dare piena realizzazione a quanto già esaustivamente espresso attraverso il D.M. n. 781 del 2013 e dal suo allegato n° 1, e quanto previsto all’art. 6 comma 2-bis, della Legge 8 novembre 2013, n. 128 , che ha modificato l’art. 15 della Legge 6 agosto 2008, n. 133, assicurando che le scuole abbiano criteri certi per giudicare le caratteristiche tecniche dei libri di testo in formato cartaceo e digitale e per ottimizzare l’integrazione tra i libri in versione digitale, mista e cartacea.

Ma il nostro riferimento deve essere più ampio, e deve parlare alle risorse di apprendimento in generale. Il libro di testo è solo un’indicazione prevalente di come i contenuti curricolari possono essere organizzati, e deve oggi essere funzionale rispetto all’esigenza di un efficace affiancamento fra contenuti curricolari e contenuti integrativi.

Il Piano intende affrontare per questo il tema delle architetture di produzione, distribuzione e fruizione dei contenuti di apprendimento, che permettano la massima circolazione di intelligenza e la migliore qualità delle pratiche formative, che risolvano efficacemente il rapporto tra produzione intellettuale “formale” e “informale”, nonché l’esigenza di bilanciamento tra apertura, condivisione e protezione dei contenuti.

In questo senso, specifica attenzione sarà dedicata alla promozione delle Risorse Educative Aperte (OER, Open Educational Resources), ossia alle pratiche di produzione e condivisione di risorse aperte per l’educazione.

 

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