Gli investimenti a favore dell’Alternanza Scuola-Lavoro – a valere sulle risorse della Buona Scuola (Legge 107/2015) – per un totale di 100 milioni di euro all’anno, permetteranno ad ogni studente della scuola secondaria italiana, compresi per la prima volta gli studenti del liceo, di fare un percorso di alternanza scuola-lavoro. Anche le imprese digitali potranno contribuire a questa missione e giocare un ruolo fondamentale nel raggiungimento di quel 100% di partecipazione studentesca da cui il nostro sistema è ancora molto lontano.

A partire da un protocollo d’intesa con Confindustria Digitale, e con l’obiettivo di coinvolgere tutte le organizzazioni datoriali (sono ad esempio in fase avanzata le interlocuzioni con CNA e con ANTEC) e i numerosi attori dell’ecosistema dell’innovazione (compresi incubatori, acceleratori e co-working) saranno sviluppati schemi di Alternanza Scuola-Lavoro dedicati al coinvolgimento degli studenti in imprese che operano nei tanti campi affini al digitale.

Per quanto riguarda invece le piccole medie-imprese e le imprese artigiane, promuoveremo schemi che avranno lo scopo di incentivare un maggior protagonismo degli studenti, ad esempio nel sostegno alla digitalizzazione di alcune funzioni dell’impresa, quali ad esempio la comunicazione, il marketing, il community management, politiche distributive e di internazionalizzazione.

Uno o più “protocolli ad adesione” aiuteranno a gestire il processo di coinvolgimento di partner interessati: per fare ciò, potranno essere utilizzate le funzionalità del sistema MIUR Protocolli in Rete (si veda il capitolo “Accompagnamento”). Gli accordi operativi potrebbero dare origine ad avvisi, mediante i quali le scuole potranno scegliere l’azienda e il modello di alternanza scuola-lavoro più congeniale alla propria realtà scolastica e territoriale

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