Negli ultimi mesi l’edilizia scolastica è stata al centro di un cambiamento radicale sia negli strumenti che nella governance di attuazione degli interventi.

Disponiamo finalmente di un fondo unico per l’edilizia scolastica nonché di una programmazione nazionale triennale per il periodo 2015-2017. Questi strumenti consentono da un lato di programmare in modo efficace gli interventi, dall’altro di finalizzare le risorse disponibili per far fronte a interventi di messa a norma e in sicurezza sul patrimonio edilizio esistente. A ciò si aggiunge anche l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, ossia una fotografia in tempo reale dello stato di salute degli edifici esistenti, che consente un migliore e più efficiente impiego delle risorse disponibili.

Il Piano intercetta tutti i frutti del cambio di passo già avvenuto e mira a rafforzare tutte le opportunità delle azioni già in essere che riguardano gli ambienti di apprendimento a 360°. A partire dal bando per la costruzione ex novo di “Scuole Innovative” (art. 1, comma 153, de La Buona Scuola) che prevede un investimento complessivo di 300 milioni di euro e dagli interventi futuri programmabili a valere sulle risorse PON (linea “Smart School”) per un totale di 30 milioni di euro, per adattamenti edilizi per la realizzazione di ambienti innovativi.

La costruzione di “Scuole Innovative”, all’articolo 1, comma 153, della legge 107/2015 per un investimento complessivo di 300 milioni di euro, prevede la costruzione di scuole innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, caratterizzate dalla presenza di nuovi ambienti di apprendimento e dall’apertura al territorio.

Tra gli obiettivi del bando, e del relativo concorso di idee, vi sono appunto la realizzazione di ambienti didattici innovativi, la sostenibilità ambientale, energetica ed economica, la piena fruibilità degli spazi, una forte apertura al territorio in modo che la scuola diventi il punto di riferimento per la comunità, la costruzione di spazi che abilitino maggiori stimoli per la partecipazione nelle comunità scolastiche, la fruibilità e permeabilità degli ambienti, la creazione di spazi attrattivi anche al fine di contrastare il fenomeno della dispersione scolastica, la concezione dell’edificio come strumento educativo finalizzato allo sviluppo delle competenze sia tecniche che sensoriali, la presenza di spazi dedicati alla cultura, alla documentazione e alla ricerca e l’ideazione degli spazi nell’ottica del benessere, della socialità e della collaborazione.

Per realizzare tutto ciò, oltre a una procedura innovativa che porterà a un concorso di idee su base nazionale per individuare proposte progettuali rispondenti agli obiettivi descritti, sarà necessario rivedere e aggiornare la normativa tecnica di settore per adeguarla alle nuove esigenze didattiche e ai nuovi ambienti di apprendimento, per incentivare visioni educative integrative e alternative rispetto a quelle basate sulla didattica unicamente trasmissiva o su visioni organizzative legate alla rigidità e alla chiusura degli spazi. L’obiettivo delle nuove linee guida per l’edilizia scolastica sarà quindi quello di garantire la progettazione e la realizzazione di ambienti didattici agili e flessibili e di soluzioni organizzative moderne, incentrate sulla collaborazione e su una nuova gestione del tempo scuola e del calendario scolastico.

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