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Come organizzare attività di cooperative learning: il Jigsaw

Schookit prodotto da: Comunità scolastica

In un tweet: Attività in gruppo coopertivo con esperti e argomenti divisibili in parti#Jigsaw #cooperativelearning

schoolkit

Azione #15 – Scenari innovativi per lo sviluppo di competenze digitali applicate

29 aprile, 2016

Introduzione

A cura dell’animatrice digitale Daniela di Donato @Dandiddi

Destinatari: Docenti curricolari, docenti specializzati, Animatore digitale e Team dell’innovazione.

Tipologia di scuola a cui è diretto: tutte le scuole di ogni ordine e grado

Descrizione. Il Jigsaw (“gioco di costruzione a incastro” o “puzzle”) è una tecnica di cooperative learning. Divisi in gruppi, gli studenti studiano una parte dell’argomento assegnato al gruppo, poi si riuniscono con gli “esperti” che hanno studiato la stessa parte, e infine ritornano nel gruppo di appartenenza per condividere le conoscenze.

E’ una tecnica ideata dallo studioso di apprendimento sociale Elliott Aronson, alla fine degli anni Settanta. Appartiene alla modalità del cooperative learning chiamata Student Team learning, che ha tre caratteristiche: la premiazione di gruppo e/o individuale, la responsabilità personale e di gruppo, la pari opportunità di successo. Il Jigsaw responsabilizza gli studenti sui loro apprendimenti e quelli dei compagni, attiva la motivazione col gruppo cooperativo. Consente inoltre l’esplorazione individuale dei materiali e il confronto sociale sui contenuti e sulle abilità. Nel cooperative learning si realizza una autentica cooperazione con altri compagni di classe,  che è caratterizzata da una forte interdipendenza positiva fra i membri. Questa si raggiunge strutturando nella maniera adeguata il compito da assegnare, allestendo i materiali necessari per l’apprendimento e predisponendo le attività per educare gli studenti ai comportamenti sociali richiesti per una efficace cooperazione. Nello schoolkit troverete le fasi del Jigsaw, come organizzare il lavoro degli studenti, come valutarlo.

Network e partnership (max 50 parole): Come e quali soggetti interni alla scuola o esterni puoi coinvolgere per svolgere questa attività? Tutti i docenti curricolari possono organizzare quest’attività, magari rendendola anche trasversale e lavorando con altri colleghi. Può essere usata anche con gruppi eterogenei (non provenienti dalla stessa classe).

Specifica da dove si parte e dove finisce il processo che descrivi. Il Jigsaw permette di far imparare contemporaneamente un argomento complesso (nel significato di “composto da più parti”) a tutta la classe, suddividendo il lavoro tra i gruppi e consentendo anche un approccio personalizzato e individuale. Per farlo si devono comporre i gruppi (non più di quattro o cinque studenti), scegliere l’argomento, suddividerlo in parti, distribuire le parti, fissare i tempi di lavoro, far confrontare gli “esperti”, far tornare gli esperti nei gruppi di appartenenza per comunicare la propria parte, verificare l’apprendimento, valutare.

Come procedere

1

Scegli l’argomento

Il docente sceglie un argomento, che deve poter essere diviso in parti, e lo annuncia alla classe. Ogni parte deve essere autonoma e quindi non richiede la conoscenza delle altre parti, per poter essere studiata da soli. Ad esempio, scelgo un argomento di geografia: la Francia. Le parti in cui lo divido potrebbero essere quattro: l’economia, il territorio, la cultura, la politica. Il tempo per l’attività completa può variare da 60 a 90 minuti.

2

Forma gruppi eterogenei

Il docente forma dei gruppi di lavoro, preferibilmente eterogenei e anche casuali[1],

composti da quattro o cinque membri. Li dispone in luoghi diversi dell’aula, in modo che non possano disturbarsi troppo quando lavoreranno.

[1] Perché è meglio la casualità? Secondo lo psicologo cognitivista Lev Vygotskji, è necessario che si incontrino le “aree di sviluppo prossimale” degli studenti, per attivare nuovi apprendimenti e rinforzare quelli già raggiunti e radicati. Se si abbinassero sempre gli studenti più capaci con quelli meno abili questo risultato non sarebbe sempre raggiungibile e si avrebbero altre due conseguenze: gli studenti più bravi si convincerebbero di non aver nulla da imparare e quelli meno bravi di non essere abbastanza capaci, mettendo in discussione la loro autostima.

3

Introduci l’attività agli studenti

Dopo aver spiegato l’attività, stabilito i tempi e chiariti quali sono gli obiettivi e come avverrà la valutazione, il docente consegna i materiali agli studenti. Ogni studente riceve una parte dell’intero argomento, che viene assegnato all’interno del gruppo. Tutti i materiali del gruppo completano un unico argomento (Es. La Francia). Il docente comunica il tempo che si ha a disposizione per studiare la propria parte.

4

Studio individuale

Ogni studente comincia a studiare o a esplorare il materiale assegnato per il tempo stabilito. Il tempo deve bastare per capire e comprendere l’argomento assegnato.

5

Formare dei gruppi di “esperti”

Trascorso il tempo per il lavoro individuale, i membri dei diversi gruppi che hanno letto o studiato la stessa parte si riuniscono in gruppi di esperti (es. ci sarà un gruppo formato da tutti quelli che hanno studiato l’economia della Francia, un gruppo con tutti quelli che hanno studiato la politica …).

6

I gruppi di “esperti” si confrontano

Gli esperti si confronteranno per verificare di aver ben compreso l’argomento, chiariranno i punti critici, potrebbero preparare una presentazione per spiegare il loro argomento ai compagni, quando dovranno rientrare nel gruppo di appartenenza. La loro spiegazione sarà l’unica strada che farà accedere gli altri alla loro parte di argomento, quindi hanno la responsabilità di essere efficaci.

7

Gli studenti “esperti” tornano nei gruppi di partenza

Quando il tempo dedicato al lavoro di confronto è terminato, gli esperti tornano nei loro gruppi di appartenenza. A turno dovranno comunicare ai compagni l’argomento che hanno studiato. I compagni apprenderanno le altre parti dell’argomento completo solo dal contributo dei compagni di gruppo.

Materiali utili
  • Esempio di Check list per gli esperti: doc o odt

Costi e risorse
  • I materiali che si vogliono proporre agli studenti per lo studio possono essere vari e dipende anche dalla durata dell’attività. Si possono usare documenti digitali se si hanno i dispositivi oppure il libro di testo.
  • Tutta l’attività può durare da sessanta (20’+20’+20’) a novanta minuti (compresa la valutazione finale immediata), ma può anche durare di più se si prevede che ci siano ricerche e approfondimenti. Il jigsaw può infatti prevedere anche varie settimane di lavoro in aula, finché l’intero argomento è stato bene approfondito e conosciuto e quando tutti sono in grado di affrontare con successo la valutazione finale si procede alla verifica degli apprendimenti.

Link Utili

In inglese

https://www.jigsaw.org/: sito coordinato da Elliot Aronson

Articolo di Robert M. Mattingly, Ronald L. Van Sickle, “ Cooperative Learning and Achievement” in Social Studies: Jigsaw II

http://home.arcor.de/udo-hinze/Dokumente/Jigsaw.pdf

In italiano

http://scintille.it

http://dida.orizzontescuola.it/news/la-jigsaw-classrom-un-metodo-didattico-che-favorisce-lapprendimento-collaborativo

esempio di attività con bambini di otto anni: http://www.tdjournal.itd.cnr.it/article/view/734/667

Riferimenti pedagogici o scientifici

Mario Comoglio – Miguel Angel Cardoso, Insegnare e apprendere in gruppo. Il cooperative learning, Las, Roma, c1996 (ristampa 2006)

Mario Comoglio, Educare insegnando. Apprendere e applicare il Cooperative learning, Las, Roma, c1999 (ristampa 2004).

Articolo di Robert M. Mattingly, Ronald L. Van Sickle, “ Cooperative Learning and Achievement” in Social Studies: Jigsaw II

http://home.arcor.de/udo-hinze/Dokumente/Jigsaw.pdf

  • Esempi internazionali:

Attività di jigsaw in aula, sull’analisi di diversi tipi di discorsi in pubblico: https://www.teachingchannel.org/videos/groups-to-analyze-complex-texts

Attività di Jigsaw in aula sulla comprensione di un testo:
htts://www.teachingchannel.org/videos/jigsaw-method

Daniela Di Donato
dandido@gmail.com

Valutazione

La docente dovrà verificare gli apprendimenti: potrà usare un questionario o fare delle domande o far preparare una relazione. La valutazione può essere individuale, di gruppo o mista.

Se la valutazione è individuale: il docente dovrà verificare le conoscenze di ogni studente non solo sulla parte da lui studiata individualmente, ma sull’intero argomento. Il docente può fare domande oralmente, può predisporre una griglia di domande da sottoporre a ciascuno alla fine dell’attività e valuterà poi il risultato con parametri chiari e comunicati allo studente prima della prova (griglia o rubric di valutazione).

Se la valutazione è di gruppo: le conoscenze di ogni studente verranno verificate oralmente o in forma scritta. Il punteggio o valutazione ottenuta da ciascuno concorrerà al risultato finale del gruppo.

Se la valutazione è mista: si può attribuire il 70% della valutazione ai risultati individuali e il 30% alla somma dei risultati del gruppo, sommando poi i due esiti per arrivare al totale.

Varianti all’attività proposta

Esistono anche alcune variante al Jigsaw I (originale): il Jigsaw II e il Jigsaw III.

Nel Jigsaw II gli argomenti sono soprattutto letterari, sociali o storici. Nella prima fase si leggono dei testi. Il docente prepara un foglio guida per gli esperti per dare indicazioni su ciò che devono approfondire mentre leggono e su che cosa devono concentrarsi. Quando gli esperti tornano nei gruppi di appartenenza non solo devono comunicare la loro parte di argomento, ma anche accertarsi che ciascuno abbia compreso con delle precise strategie di verifica. Segue poi una fase di interruzione delle attività e poi una prova individuale. Nel Jigsaw III si aggiunge una fase di esercizio e di lavoro di gruppo, per allenarsi alla prova finale.

Check list di controllo per gli esperti

  1. Hai letto o esplorato tutto il materiale?
  2. Hai identificato l’argomento principale?
  3. Hai identificato quali potrebbero essere i sotto-argomenti?
  4. Ci sono parole di cui non conosci il significato?
  5. Ci sono dei nomi difficili da pronunciare?
  6. Hai trovato le parole chiave?
  7. Quali potrebbero essere le difficoltà per comunicarlo ai compagni?
  8. Con quale frase inizierai la tua spiegazione?
  9. Sarebbe opportuno preparare uno schema o una mappa?
  10. Potrebbe essere utile preparare un disegno?